Cos’è davvero un percorso di career coaching

Il career coaching è un lavoro strutturato su dove sei, dove vuoi andare e cosa ti tiene fermo.

Molti professionisti arrivano al career coaching con un’idea vaga di cosa aspettarsi. Pensano a qualcuno che li aiuti a riscrivere il CV o a trovare le parole giuste per un colloquio. Queste cose possono farne parte. Ma non sono il cuore del percorso.

Un percorso di career coaching serio parte da una domanda diversa: qual è l’ostacolo?

Non nel senso motivazionale del termine. Nel senso concreto: cosa non funziona, dove si rompe la catena tra intenzione e azione, quali schemi si ripetono anche quando cambi contesto, ruolo o azienda.

Cosa non è il career coaching

Non è terapia. Non lavora sul passato per rielaborarlo. Lavora sul presente per cambiarlo.

Non è consulenza. Il coach non ti dice cosa fare. Ti aiuta a capire cosa stai evitando di vedere.

Non è motivazione. Se hai bisogno di qualcuno che ti carichi, stai cercando altro. Il coaching funziona quando hai già la spinta, ma ti manca la direzione o la chiarezza.

Non è orientamento scolastico adattato agli adulti. Non si tratta di fare test attitudinali e ricevere una lista di professioni compatibili.

A chi si rivolge

Il career coaching funziona con chi è disposto a mettere in discussione il proprio modo di vedere la situazione, non solo la situazione in sé. Si può iniziare con un dubbio: una domanda aperta – su una scelta, una direzione, un blocco – e volerci lavorare con metodo.

Cosa succede in un percorso

Ogni sessione ha una struttura. Si parte da una situazione concreta – una decisione da prendere, un blocco specifico, un momento di svolta – e si lavora su quello. Non su una versione generica del problema.

Nel tempo, emergono pattern. Modi di reagire sotto pressione. Valori che vengono ignorati. Aspettative implicite che orientano le scelte senza che tu te ne accorga. Il coach te li rende visibili. Poi tu scegli cosa farne.

Un percorso ben costruito ti lascia con strumenti che puoi usare da solo, anche dopo che il lavoro insieme è finito. L’obiettivo del career coaching è renderti più consapevole e autonomo oggi e nel futuro.

Quando ha senso fare career coaching

Hai una decisione difficile davanti: cambiare azienda, cambiare settore, smettere di fare il dipendente, tornare dopo una pausa.

Sai che qualcosa non funziona, ma non riesci a capire cosa. Cambi contesto e il disagio si ripresenta.

Hai le competenze, ma fatichi a comunicarle. Sul CV, su LinkedIn, in un colloquio.

Stai uscendo da un periodo difficile, stress, burnout, una ristrutturazione, e vuoi rimettere a fuoco la direzione prima di muoverti.

Quanto dura

Dipende dall’obiettivo. Percorsi focalizzati su un problema specifico possono durare quattro settimane. Percorsi più ampi, che lavorano su identità professionale e riposizionamento, richiedono più tempo.

La variabile che conta di più non è la durata: è la qualità del lavoro che fai tra una sessione e l’altra.

Un dato che vale la pena tenere a mente

Un’indagine PwC riporta un ROI medio di sette volte il costo del coaching. Tra i professionisti individuali, i risultati più citati sono chiarezza decisionale, riduzione della procrastinazione e aumento della fiducia nelle proprie scelte.

Proprio perché il coaching fornisce un metodo.

Cosa aspettarsi dalla prima sessione

Già dalla prima sessione si definisce il punto di partenza, si chiarisce l’obiettivo e si stabilisce il criterio con cui misurare se il percorso sta funzionando.

Ogni incontro si chiude con una direzione chiara e qualcosa di concreto da portare avanti. Il lavoro non finisce in sessione, ma continua fuori, nella quotidianità. È così che i cambiamenti diventano stabili.

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✍🏻 Elena Lesca, Coach di BuddyJob