Gestire l’ambiguità: quando la risposta non è su Google (o ChatGPT)

A metà carriera, il tuo lavoro smette di essere fatto di certezze tecniche e inizia a essere fatto di zone grigie.

Lo so cosa stai pensando quando il tuo superiore ti assegna un progetto con obiettivi mobili e premesse vaghe: “Ma perché non sanno cosa vogliono?”. Eh già, benvenuto nella realtà della seniority. Gestire l’ambiguità è forse la competenza più richiesta e meno raccontata dai manuali di management, specialmente in un mondo dove l’automazione avanza e le macchine lasciano a noi il compito di dare un senso al caos.

Non si tratta più di avere un piano perfetto, ma di avere la capacità di navigare nel caos senza perdere la calma. Sapersi riprendere dai fallimenti — la famosa resilienza — non è più un lusso per pochi, ma una necessità per la tua salute mentale e per la produttività del tuo team. Ti starai chiedendo: “Come faccio a decidere se non ho tutte le informazioni?”. La verità è che non le avrai mai. Il mercato oggi chiede persone capaci di “imparare a fare la cosa nuova” mentre la stanno già facendo.

Il mondo cambia velocemente e chi non si adatta è fuori gioco. In questo scenario, il problem solving non riguarda più solo l’applicazione di una formula, ma l’analisi critica di situazioni inedite. La tua stanchezza non deriva solo dal carico di lavoro, ma dallo sforzo di dover prendere decisioni umane in un mare di dati che l’AI ci scarica addosso ogni secondo. Riconoscere l’inerzia del proprio sistema e dei propri processi è l’unico modo per non farsi travolgere.

Spesso l’ambiguità non è tecnica, ma politica o relazionale. Qui entrano in gioco l’intelligenza emotiva e l’empatia: saper leggere tra le righe delle comunicazioni aziendali per capire dove sta andando davvero il vento. Se resti ancorato a quello che “si è sempre fatto”, diventerai tu stesso il collo di bottiglia dell’organizzazione. La vera soft skill oggi è la curiosità che ti spinge a guardare alle novità invece di ignorarle. Eh già, non è facile accettare che l’esperienza accumulata non basti più a prevedere il futuro. Ma è proprio questa consapevolezza che ti permette di restare lucido mentre gli altri vanno in panico.

Practical Tips per navigare nel grigio: Quando il mandato è vago, non aspettare istruzioni chiare che non arriveranno. Proponi tu dei piccoli step intermedi e falli validare subito. Meglio correggere la rotta dieci volte che schiantarsi alla fine.

  • Mappa degli stakeholder: Quando gli obiettivi sono mobili, chiediti: “Chi vince e chi perde se questo progetto ha successo?”. Capire gli interessi umani dietro un progetto tecnico riduce l’ambiguità del 50%.
  • Gestione del “No”: Impara a dire di no a task che aggiungono solo rumore. La tua produttività senior dipende dalla tua capacità di mantenere il focus su ciò che sposta davvero l’ago della bilancia.

Se senti che l’ambiguità del tuo ruolo sta diventando un peso troppo grande da gestire e devi prendere decisioni che impattano seriamente sulla tua traiettoria, forse è il momento di un confronto lucido. Prenota una call gratuita di coaching: analizziamo insieme la tua situazione con occhi esterni per ritrovare la bussola strategica e smettere di subire l’incertezza del mercato.