Settembre non è gennaio: perché è il momento migliore per lavorare sulla tua carriera
Cambio lavoro, aumento di stipendio o crescita nel ruolo: chi si muove adesso ha un vantaggio reale su chi aspetta.
Settembre non è gennaio. Eppure quasi tutti aspettano l’inizio dell’anno per fare quello che potrebbero fare adesso: chiedere un aumento, cercare un nuovo lavoro, decidere in che direzione andare. Settembre è il mese in cui le aziende pianificano, i budget vengono definiti, i team si riorganizzano. Chi si muove adesso ha un vantaggio reale su chi aspetta.
Questo articolo è per chi sente che qualcosa nella propria carriera non sta funzionando, o che potrebbe funzionare meglio, ma continua a rimandare. Settembre è il momento giusto per smettere di rimandare.
Secondo dati LinkedIn, settembre è il secondo mese dell’anno per volume di offerte di lavoro pubblicate, subito dopo gennaio. Le aziende rientrano dalle vacanze con budget approvati e posizioni da coprire entro fine anno. Chi inizia a muoversi adesso intercetta questa finestra. Chi aspetta gennaio trova un mercato già saturo di candidati con gli stessi buoni propositi. Fonte: LinkedIn Talent Insights, 2023.
Perché settembre è il momento migliore per lavorare sulla carriera
A gennaio tutti ripartono con le stesse intenzioni. Il mercato è rumoroso, i recruiter sono sommersi di candidature, le aziende hanno appena chiuso i budget. La competizione è alta e la finestra di attenzione è bassa.
Settembre funziona diversamente. Le persone sono riposate, motivate, con la testa più libera dopo le vacanze. Le aziende stanno pianificando il quarto trimestre e il prossimo anno. I manager hanno più spazio mentale per valutare richieste e conversazioni che a dicembre non avrebbero mai il tempo di affrontare.
È il momento in cui una conversazione sulla crescita nel proprio ruolo viene ascoltata. In cui una candidatura arriva quando c’è ancora budget disponibile. In cui una negoziazione di stipendio può essere inserita nel ciclo di revisione annuale invece di arrivare quando è già chiuso.
Le 3 situazioni in cui muoversi adesso fa la differenza
Il problema del “aspetto il momento giusto”
La maggior parte delle persone che rimandano decisioni di carriera non lo fa per pigrizia. Lo fa perché aspetta di avere tutto chiaro prima di muoversi. Aspetta di sapere esattamente cosa vuole, di avere il CV perfetto, di sentirsi abbastanza sicura. Quel momento non arriva quasi mai da solo.
La chiarezza non è un prerequisito per agire: è spesso il risultato dell’azione. Una conversazione con un consulente, un colloquio esplorativo, una richiesta di feedback al proprio manager: sono tutte azioni che generano informazioni utili, molto più di settimane di riflessione solitaria.
Se a dicembre guardi indietro a questo settembre, cosa vorresti aver fatto? La risposta a quella domanda è il tuo prossimo passo. Non tra tre mesi. Adesso.
Settembre è il momento. Non aspettare gennaio.
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